Videogiochi, FIFA 18 vs FIFA 17: recensione, differenze e giudizio

In data 29 settembre 2017 il famoso videogioco calcistico FIFA, nella sua versione del 2017, ha passato ufficialmente il testimone al titolo nuovo per il 2018, attesissimo da tutti i fan e gli amanti del genere. Tante sono le differenze presenti tra le due versioni del videogioco, in particolare a livello di grafica ed estetica. Oltre ai consueti aggiornamenti di divise e rose ufficiali delle squadre, infatti, Electronic Arts, casa produttrice del videogioco, ha deciso di migliorare ulteriormente il motore grafico dello stesso, già cambiato nel capitolo precedente.

Il passaggio da Ignite a Frostbite Engine, a questo proposito, rappresentò una vera e propria rivoluzione per il noto videogioco di calcio, portata avanti principalmente per una questione di uniformazione alla stessa tecnologia per quanto riguarda l’intero portfolio di titoli EA e bisognosa di tempo per potersi perfezionare.

Nel corso di un evento pre-E3, la famosissima fiera sui videogiochi organizzata annualmente a Los Angeles, Matthew Prior e Samuel Rivera, rappresentanti della EA, hanno presentato le novità dell’edizione di quest’anno di FIFA, in modo tale da illustrare ai fedelissimi della saga le principali differenze rispetto al capitolo precedente. Come detto poc’anzi, i sostanziali cambiamenti sono stati messi in atto in ambito grafico: nel corso degli ultimi anni, infatti, Pro Evolution Soccer, titolo concorrente a FIFA, aveva preso un discreto margine in merito all’estetica legata ai volti dei calciatori e alla grafica in generale.

A questo proposito, i produttori di FIFA hanno deciso di concentrare il loro lavoro principalmente in quel campo, cambiando il motore grafico e rivoluzionando, di conseguenza, tutto il comparto estetico. Non solo i volti dei calciatori, realizzati in modo molto più realistico e curato, ma anche i movimenti dei calciatori: come spiegato da Rivera, infatti, il sistema precedente era basato su keyframe legati ad ogni passo compiuto dai giocatori. Questo significa che il calciatore doveva prima completare un passo per poter far subentrare il movimento successivo.

In questo capitolo, invece, è presente un controllo frame per frame che rende le animazioni più fluide e realistiche. Questo ha avuto un impatto anche su come è stato realizzato il motion capture: mentre prima venivano registrate le singole azioni, adesso sono stati registrati movimenti più basilari, come ad esempio il modo di correre. Nell’ambito di videogiochi di questo tipo, infatti, è fondamentale la reattività ed il timing, non solo da parte del giocatore ma anche del gioco stesso: minore è il tempo che quest’ultimo impiega ad aggiornarsi e migliore e più realistica sarà l’esperienza di gioco.

Altra caratteristica importante del nuovo capitolo è quella chiamata “dribbling overhaul“, definita da Rivera come la sua preferita: con essa gli sviluppatori hanno rivoluzionato le animazioni legate ai dribbling, rendendoli più realistici e gratificanti da mettere in atto grazie all’inserimento di nuove animazioni nella fase di “blending” tra un movimento e l’altro.

Tutti questi cambiamenti hanno inoltre permesso di evidenziare meglio la differenza tra corsa e sprint all’interno del gioco: in FIFA 17, infatti, si faticava molto a notare la differenza tra le due andature, cosa che invece dovrebbe essere chiara in modo tale da poter permettere ad un calciatore di ottenere un vantaggio maggiore quando decide di sprintare.

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